Le oche che starnazzano, ma non sono quelle del Campidoglio

Nella mia decennale attività giornalistica, lo ammetto, ne ho viste di tutti i colori. Lungi da me descrivere in questa sede nel dettaglio i tanti episodi al limite delle decenza dei quali sono stato testimone e, che per vari motivi, non ho potuto raccontare, ma che conto in un futuro non tanto lontano di potervi descrivere con gustosa dovizia di particolari.

Quello che voglio raccontare oggi è qualcosa di più immediato, più dozzinale, se vogliamo. Le oche che starnazzano. Ovviamente non parlo del coro dei volatili nello storico episodio del Campidoglio, dove le oche con le loro striduli voci salvarono Roma, ma del più modesto, noioso e fastidioso starnazzo delle numerose oche che ho incontrato durante il mio percorso professionale. Spesso si è trattato di donnette melense, attempate, ma non per questo non più desiderabili, dal momento che la loro scarsa cultura generale aveva il bisogno di essere compensata con la loro presenza, sicuramente curata nei minimi dettagli, per nascondere gli inesorabili anni passati senza mai essersi preoccupate di mettere al mondo figli che magari avrebbero dato un senso diverso alle loro scialbe esistenze, ricorrendo, spesso e volentieri all’aiuto della chirurgia plastica per rinvigorire la loro voglia di gioventù.

La loro ignoranza nel campo sportivo, poi, è palese, visto  e considerato che spesso seguono gli eventi sportivi sembrando in realtà in altra faccende affacendate, tanto da suscitare spesso nel sottoscritto interrogativi che aleggiavano nelle mente dello Scriba, alias Gianni Clerici, il quale vedendo l’allora fidanzata di Agassi, Brooke Shields, seguire a Wimbledon un incontro del “Kid di Las Vegas”, si chiedeva, sicuramente con fondate ragioni, “Se la Signorina Shields conoscesse il punteggio dell’incontro…”

Mi scuso se ho dovuto scomodare uno dei più grandi giornalisti viventi, che Rodari definì uno scrittore prestato al giornalismo, ma la citazione mi sembrava essere particolarmente pertinente circa l’argomento affrontato.

Concludo dicendo che le persone più insopportabili sono gli uomini che si credono geniali e le donne che si credono irresistibili.