Other voices

Non c’è niente di meno vuoto di uno stadio vuoto scrisse tanti anni fa il grande Edoardo Galeano nel suo libro “Splendori e miserie del gioco del calcio”. Ogni volta che un bambino come il ragazzino milanese con la maglia di Zaniolo prende a calci qualcosa come un pallone per la strada,lì ricomincia la storia del calcio. Palleggi, palleggi con la palla alta che vola via, e solo un astuto piede del giovanissimo prevale in un pomeriggio di primavera in una strada deserta solo col suo pallone. Capace di passarci ore ed ore pur di superare il numero di tocchi che si era prefissato per una buona approssimazione alla felicità. Una finestrella sul mondo quello che ci è apparso come un ripiego naturale. Regnava un silenzio ovattato rotto solo dal gesto spontaneo dell’armonia del calcio.E’ un richiamo molto forte, irresistibile è il gusto della passione. La passione a volte fa di questi scherzi. E conta, come l’intuito e la fantasia. E’ una regola eterna, immutabile. La vita dei bambini scorre tranquilla in trincea perché il tempo ha un ritmo diverso, più umano se vogliamo, quasi da cerbiatti alla scoperta del mondo che si conservano sempre uno spazio grande per la leggerezza.  A volte tante parole non servono. Sono sufficienti un gesto con una palla. Divertimento puro, liberazione del proprio istinto, imparare a conoscere il proprio corpo, ad individuarne i punti deboli da rafforzare e le potenzialità da sfruttare al meglio, un divertimento fatto di concentrazione ma tale deve rimanere. Il calcio è anche questo. Quando potranno uscire potranno godere di una libertà più grande dei loro sogni. Ad ogni battito del loro cuore tanti dribbling ubriacanti fuoriusciranno dal loro cuore alla velocità di un Boeing. E’ impossibile osservare un giovane nell’oceano silenzioso senza restare colpiti dal suo aspetto puro e semplice. Nessuno è il migliore e tutti lo sono. Il calcio è dribbling, fantasia, quando un giocatore segna: il resto è modernismo quasi inutile. Ci vuole di più. La fantasia appunto. Sono un grande fan della fantasia. Quando vedo dei ragazzi che giocano a calcio in tre metri per tre per strada mi fermo a guardarli. Per me quello è il calcio. Lì vienefuori l’istinto, la rapidità del controllo di palla e la velocità nel calciarla. L’adolescenza è un magnifico sacco vuoto da riempire; aiutiamo i ragazzi a riempirlo con calma, fiducia, seguendoli da lontano, finchènon verrà il tempo di recidere l’ultimo filo che ci lega a loro. Sosteniamoli, prepariamoli alla vita. L’obiettivo è l’uomo, il calciatore viene dopo. Lo spirito, la voglia di divertirsi e la voglia di eccellere sono le cose che durano. Queste qualità sono molto più importanti degli eventi che accadono. “Il calcio giovanile non è uno sport di squadra. E’ uno sport individuale”. Ed è uno sport per persone che sanno aspettare. Quando ti dicono che il campo verdeggiante chiama e che quando il campo chiama bisogna andare credetegli…

TIKRIT65