MORE THAN WORDS

La scuola non è solo un insieme di insegnamenti, non è solo una nostra istituzione culturale ma è soprattutto una comunità, una scuola appunto di vita. Perché è nel gioco dei ruoli, nella socialità, nella solidarietà, anche nella competizione dei ragazzi e delle ragazze che prende forma la coltivazione dell’animo culturale. Un bambino che legge sarà un adulto che pensa.”Nihilvolitum, nisipraecognitum”.“Nulla è voluto che non sia stato prima conosciuto” dicevano i filosofi scolastici. La conoscenza della lingua italiana ci permette di esprimere in modo compiuto i moti, i movimenti del nostro cuore, di indagare, di scoprire i segreti del nostro animo, di padroneggiare le nostre risorse espressive per far valere le nostre opinioni ed agevolare la nostra affermazione nella società. Invero le vere battaglie si combattono in ambito culturale: diceva il grande Nelson Mandela: “studiare è il modo migliore per cambiare il mondo”. Un’idea infatti può essere vinta da un’altra di segno opposto e giammai dall’esercizio brutale della violenza. “Gli uomini passano, le idee restano” diceva Giovanni Falcone. La scuola è per vocazione laboratorio di idee e luogo di pensiero. A me piace la scuola intesa come la intendeva Don Bosco: una scuola immersa nel concreto e immersa nel sociale. Quella è la scuola da concepire. E si parla di mafia, si parla di educazione alla politica, a vivere nella collettività, ad inserirsi nella collettività. Fin da quando si è scolari, fin da quando si inizia a frequentare le scuole. E già da allora che si deve formare in noi la coscienza di cittadini. Poi c’è la Scuola dello Sport a Roma, quella fondata nel 1966 da Giulio Onesti un’accademia che si propone di formare gli uomini e le donne del domani per il progresso tecnico, scientifico e metodologico in ambito sportivo. Una grande squadra chiamata a diffondere i valori dello sport. Quelli che Papa Francesco nella Domenica delle Palme, in una giornata vuota e silenziosa ha ricordato: “in questo periodo tante manifestazioni sono sospese, ma vengono fuori i frutti migliori dello sport: la resistenza, lo spirito di squadra, la fratellanza, il dare meglio di se. Dunque rilanciamo lo sport per la pace e lo sviluppo”. Lo sport è cultura e salute fisica. Irrobustisce il fisico e divaga lo spirito.In questi momenti complessi di diversa quotidianità causa corona,la scuola ha risposto alle aspettative e si è subito armonizzata non senza naturali difficoltà: lezioni on line, computer, aule virtuali. I nostri figli che sono sempre la priorità di tutto hanno risposto all’appello e si sono adeguati.Oggi tutto è sospeso,e quello schermo piccolo o grande che sia, che li separa, li difende, li protegge allenta il giudizio, diluisce il loro mettersiin gioco e li obbliga ad uno sforzo che stanca, che strema, ma che li rende vivi. La sfida dei nostri ragazzi non è a sopravvivere, ad usare come mezzo, come un ripiego la tecnologia, ma come un fine, una sete di conoscenza che può sentire e desiderare un bambino o una bambina.Da osservatore esploro le nostre maestre della quinta Cche tentano di costruire sapientemente nella distanza che li separa una nuova e fresca dimensione che non sostituisce, ma integra con un’esperienza diversa facendo lavorare la fantasia. I bambini e le bambine sono tutti fan della fantasia. Ed hanno sempre sognato e sognano di volare, ma volare rasoterra. E volare è una cosa bellissima, ve lo assicuro…

TIKRIT65