Un mondo nel pallone

Toccare il cielo in una stanza è un’illusione che mi basta per cancellare quest’inverno maledetto. Per continuare a raccontare ai ragazzi il potere comunicativo del calcio e la grande forza che un sogno, una passione possono avere nell’indirizzare un destino. Il calcio è come la vita e per questo lo capiscono tutti.Per passione rispondono gli scout. Passione ha la stessa radice di soffrire e soffrire è un po’ morire. Come diceva Battiato: “si muore un po’ per poter vivere”. Fare scouting è come avere una bandiera di metallo a mo di ricordo piantato nel cervello e cucita nel cuore. Lo scout corre con la regolarità leale e coerente di un motore. Montanaro ma non senza fuoco. E’ bello ricevere ogni tanto un grazie. Ma più bello è sapere di averlo meritato. La vocazione serve ai medici, agli infermieri per curare le persone e agli scout per osservare e motivare i giovani. “E ci metto tutto l’essenziale con una spruzzata di superfluo” chiosò il maestro Gianni Mura. Il calcio motiva di per se. Ha un potere catalizzante importante. Formare una squadra significa diventare quello che c’è un attimo prima e quello che c’è un attimo dopo dall’ingresso sul campo di gioco. Ben oltre le idee di giusto e di sbagliato c’è sempre un campo: li aspetterò laggiù. Quando parlo con i ragazzini dico sempre che è fondamentale avere dei sogni, crederci, impegnarsi per raggiungerli, perché ti fanno andare avanti e anche quando non li agguanti, perché i sogni galoppano e solo alcuni si lasciano prendere, almeno ci hai provato.“Gutta cavat lapidem” dicevano i latini,la goccia scava un po’ alla volta, a goccioline. E’ vero: il mondo del calcio non è affatto facile, soprattutto per i novizi. Tutt’altro. E’ un luogo chiuso dove troppo spesso assistiamo ad esasperazioni di ogni tipo sulla pelle dei giovani calciatori. Ma questo in un’epoca di incertezze come quella che stiamo attraversando può davvero essere un salvagente. Non abbiamo bisogno di grandi uomini severi che sanno tutto e che ci chiedono solo di ascoltare e tacere, non dovremmo mai averne bisogno. Ci servono esempi che ci incoraggino al confronto con i dubbi e le incertezze ma che ci lascino poi liberi di provare, sbagliare e correggere i nostri errori. L’errore è il motore dell’apprendimento. Ma quanto si può continuare a credere in uno sport come il calcio che chiede agli atleti di essere più veloci, di pensare velocemente e di essere più forti?Il calcio oggi ha sempre più bisogno secondo me di giocatori veloci nella testa e nelle gambe, ma creativi e forti nel 1c1 con fantasia. Un’idea che si allontana da quelle oggi maggiormente diffuse, secondo cui il ragazzo di prospettiva è quello con maggior struttura fisica, talvolta a discapito di capacità cognitive e tecniche, oppure che il giocatore con propensione al dribbling sia un’egoista e che il miglior gioco sia esclusivamente manovrato. Il calcio per me è amicizia che dura nel tempo, paesi, città viaggi, sfide, impegno, passione, fantasia, solidarietà, condivisione, partecipazione, priorità, uguaglianza. Non ha confini, è un istinto primario. Iniziava a formarsi un grosso nuvolone di pioggia che era solito avvolgerlo in questo periodo, mentre rosso col fiatone correva. Arrivava da lontano come una lucciola grassa direbbe Mura il faro ballonzolante della grande moto di Nichi che saluta e sfreccia ma non mi riconosce. Era un cuore in bici lui. La sua vita non si concilia col grigio, ma si nutre di colorazioni continue. Lui inghiotte, carica, straripa. Riscoprire la bellezza insieme. Cosa è la bellezza? E’ l’incertezza, lo scontro aperto, il gusto della sfida, le difficoltàche rafforzano la mente e il duro spessore si rileva fatto di musica, suona rock in questo mare magnum di incertezza. Così tutti condividevano la solitudine immune dei monti sotto il sole, le pianure, la pioggia, in un continuo vagare dalla mattina alla sera. Il terreno che inaridiva a causa del caldo. Le immense distese di campi di frumento e di fave ondeggiavano al vento come una marea pronte per la mietitura.I fiori di primavera sono i sogni dell’inverno…

TIKRIT65