SUN AND PASSION

Trascorsi diversi giorni il tempo rulla una lenta marcetta nella radiosa primavera. Le giornate splendide e maestose sembrano dame altere semichiuse in solitario orgoglio dentro casa. Racconti fra curiositàe passione, più vita che sport.Di pallone manco a parlarne. Bisogna ricaricare le pile. Ricreare lo stato di ebbrezza.Heygirl, se vuoi andiamo a giocare a pallone stasera. Qualcuno dice sempre che il pallone non è una cosa seria ma noi giochiamo lo stesso. Chi osa vince. Nella vita non contano i passi che fai né le scarpe che usima le impronte che lasci. L’ambiente familiare, quello di una volta ha ancora un volto che sa stare nel calcio anche se le idee continuano a fluttuare come nebbia. Vale sempre l’antico motto latino “ludendodocere”, cioè insegnare sport divertendo. La prima tratta della tecnica individuale, insegna a dominare e colpire la palla, cioè a diventare calciatori. La seconda tratta della “tattica collettiva” e insegna a giocare in squadra, cioè a diventare giocatori. La terza è fatta di osservazioni generali, pensieri non meno importanti delle altre, perché di ordine soprattutto morale. Prima uomini e donne e poi calciatori o calciatrici. Chiunque coltivi ambizioni importanti deve disporre di un potente senso di identità. Per diventare dei buoni giocatori bisogna pensare ed è necessario lavorare sodo per sentire nel proprio profondo il convincimento di esserlo. La propria identità è il proprio baluardo, nessuno può metterci il becco, nemmeno l’aquila. Identità significa rispettare se stessi, non tradire mai. Positività e senso di appartenenza. Ci vuole coraggio, bisogna credere nei giovani ed investire nella loro crescita. Un giovane calciatore ha chiaramente bisogno di tempo per crescere anche e soprattutto attraverso gli errori. L’errore è il motore dell’apprendimento. Bisogna lavorare molto anche sull’orgoglio, sulle motivazioni, sul loro coinvolgimento, sulla fame oltre la sindrome di accerchiamento che di tanto in tanto colpisce. Un formatore senza contatto è come il pane senza farina. Insegnare o meglio mettere qualcuno in condizione di poter imparare qualcosa è toccare una vita per sempre. Capita il colpo di sfortuna? Prendine atto, rilancia la posta e raddoppia l’impegno. Qui si vede il buon calciatore. Stasera è importantegiocare.L’atmosfera diventa viavia più bella ed appassionante. Il prato verde, bellissimo ha cambiato i nostri occhi. Una goccia di acqua nell’oceano delle necessità. Ma una goccia di acqua che sarebbe mancata all’oceano se non ci fosse stata. Lo spettacolo doveva ancora cominciare. Eravamo il vento sui confini e le distanze. Lo spettacolo non ha scuse da inventare, si fa solo un po’ aspettare, desiderare ma s’ha da fare. I ricordi sono sempre fantastici, perché aggiustano il passato, lo sistemano, lo addolciscono, lo colorano con la patina del tempo. A quattordici minuti dalla fine, il Mister chiama a sé una ragazzina con una cascata di ricci che si sta scaldando da quattordici minuti a bordo campo. E’ un fascio di nervi per la sua velocità e la sua imprevedibilità, è soprannominata the Train. La palla va in fallo laterale lentamente. Ha già l’adrenalina in circolo. C’è un salto logico. Si accende la lavagnetta luminosa: esce il numero 14 ed entra il numero 7. Corre in campo a prendere la sua fascia preferita, la destra, grazie ad una velocità ed un controllo di palla incredibilmente sviluppato e ad una visione di gioco innata. Lo sport è per tutti, ed è un modo per uscire dall’isolamento e per socializzare. Lo sport si propone sempre come strumento per acquisire sicurezza.Lo sport nella sua versione più pura ed essenziale premia chi non si arrende. La vita è così: doppiette che vanno e doppiette che vengono, giovanissimi che stanno riprendendo a sognare e altri che cominciano a farlo, folletti che per una notte sono regine o re e un uomo di mezza età che ha capito che per giocare a pallone occorre tornare bambini. Qui sei anni dopo il fantasma viaggiatore era vendicato. Ed ecco il rovello, un ricordo profondo, era lì che covava,si è fatto strada nel buio della mente ed è dipartito.A mandare a casa tutti ci avrebbe pensato a breve il cielo pronto a struccarsi, mentre tenebrosi nuvoloni ammiccanti e borbottanti si avvicinavano arrampicandosi uno sull’altro. Dai versi che fa dormendo il poeta sogna…

TIKRIT65