GIOCHI DI PAROLE

Rileggendolo più volte mi è parso scolorito e ho ricominciato con accuratezza a rifarlo di sana parola. “Ci metto tutto l’essenziale ed una spruzzata di superfluo” come disse il grande Gianni Mura. Con le parole si può giocaree il successo dei vari Paroliamo, Settimana Enigmistica e via dicendo lo dimostrano e sanciscono la rivalutazione della parola che è un traguardo molto serio in un momento in cui siamo travolti da un’ondata di parole e abbiamo perso il significato delle stesse. In una mattinata calda dalla nebbia sottile e dalle nuvole che sembravano pecorelle non si riusciva a vedere la Via Lattea. La parola grandeggia. La ginnastica mentale si nutre di nessi associativi e di colorazioni continue. Le parole gradiscono la fantasia eccome. Bene sarebbe l’ora avrebbe detto il mio prof. Testa. La perseveranza non è una lunga corsa, è molte corse una dopo l’altra. E’ sulla potenza delle varie storie che si abbattono i muri della diffidenza. La parola è un’esigenza fondamentale dello spirito, unitamente alla cultura, alla socialità. Scrivere delle parole è nascondere sempre qualcosa in modo che poi vengano scoperte. Non c’è una parola che non sia sorprendentemente bella e che non si possa apprezzare perché sveglia i nostri sogni. Lucida come una palla da biliardo rossa in quegli occhi prensili, golosa e fannullona come un’odalisca.Le parole vanno scritte perché ci scrivono, ci fanno viaggiare con la mente e soprattutto evidenziano i legami che ci sono dietro le cose, la collettività, i fatti. La parola rileva una persona. La parola può essere una pietra, ma può essere anche uno straccio. E talvolta succede siano entrambe le cose nella medesima circostanza. Stracci che si oppongono a pietre finendo per essere o farne risultare ancora di più la potenza arrogante. E sono stracci le parole… Stracci bagnati esposti al vento e solo perché qualcosa in faccia al vento bisognava esporre. La parola cambia colore quando si lava seppur abbellita dei colori più smaglianti. Anche nelle parole ci sono le loro strade. Bisogna percorrerle per far prevalere il nostro anelito di libertà. La parola che si cerca e si fa cercare, colei che si rileva e insieme colei che si nasconde.Le parole hanno una vita propria e una volta scritte e copiate escono dalle nostre mani e finiscono nelle mani e nelle menti dei nostri lettori. Scrivere una parola è come impregnare un pennello e dipingere emozioni sull’anima di chi legge. La parola è la tua colla speciale, focosa e pur precisa, animosa per tenere insieme i pezzi di una scrittura, per appiccicare l’ego di chi si sente un numero primo al proprio destino che è quello dello storytelling.La parola è il lievito, la scrittura a singhiozzo è il forno ad alta temperatura che accelera ogni processo. Le parole sono come farfalle nello stomaco che saettano come frecce tricolori. La parola che mai scriverò si è addormentata sulla mia mano…

TIKRIT65