Time

Il tempo a volte è vorace ed inghiotte tutti i particolari. E’ come il fascino. Non ne hai mai quanto vorresti. “Panta rei, tutto scorre” diceva Eraclito.  Il tempo scorre inesorabile, senza fermarsi mai, senza sospirare come un tafano che punge continuamente ai fianchi un cavallo che vuole riposare. Scorre dall’altra parte del campo come un treno Frecciarossa che impazzito schizza via lasciandoti addosso una striscia fumante come nei vecchi cartoni Disney, con un colpo secco scomparendo poi nella nebbia sempre più sottile. Ogni anno si accorcia sempre di più e non sembra mai trovare il tempo. A mano a mano che passa, ogni battito, ogni minuto, ogni giorno scorre nelle tue vene come un fiume in piena. A colpi secchi e diseguali. Tic, toc, tic, toc. Guarda l’orologio, un vecchio Perseo regalo di suo nonno. Sempre preciso, sempre puntuale. E gli piacciono gli orari perché gli piace sapere quando sta per accadere una determinata cosa. Ed ecco anche perché gli piacciono gli orari, perché fanno in modo di non farti svanire nel tempo. E poi un giorno non tanto lontano di questo emisfero tiaccorgi e scopri che trentotto anni sono passati dietro di loro. Una parabola in cui piace potersi riconoscere e credere. E’ la loro Rocca di Gibilterra. Immagini cosi vive nei ricordi da trasformare una parete marcia di umido in una porta regolamentare. Si dice che la Terra abbia l’aspetto di una palla di cuoio a “novanta pezzi” e che sia iridescente e intarsiata di diversi colori. Piani che arrivano al quarantatreesimo o giù di lì quasi a fine pagina di righe compiute e scarabocchiate. Il sole non aveva fatto ancora capolino dai monti della Maiella e sei invaso da una solitudine passeggera che arriva senza preavviso come un’infida visitatrice rimanendo per qualche tempo relegata nell’anfratto più remoto del tuo cuore. Il tempo è passato, ma la canzone non è ancora finita. C’è sempre l’albero di quarantatre piani da scalare. Un grande sogno, leggero e soave come una farfalla che fa dribbling anche con le parole. Nel sogno però come tutti sanno il tempo se ne va per i fatti suoi. Non ordina le cose come in una successione secondo un prestabilito prima e un poi. In effetti si comporta come uno spazio nel tempo. Eventi e persone del passato sono compresenti a persone ed eventi del presente. “Ciascuno di noi è fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni come diceva il grande Shakespeare ed è una sola moltitudine”. Sebbene la formulazione appare un po’ enfatica, l’obiettivo è a portata di mano e di treno ripristinando i valori dello spirito. Tale risultato appare auspicabile se si pensa ai guasti del coronavirus, alle coscienze di classe che si sono frantumate in mille rivoli di egocentrismo, individualismo che genera nevrosi. L’illuminista Antonio Genovesi disse: “è legge dell’universo che non si può fare la nostra felicità senza fare quella degli altri”. Sei giovane, la vita è lunga, giacchè bello è il premio e grande la speranza. Cade la trentottesima goccia dalla clessidra, il lungo mormorio sale dalla selva della 538/84 e oggi c’è ancora tempo…

TIKRIT65