Ciao Pablito

Chi non c’era difficilmente capirà. L’Italia era in forte crisi, non solo calcisticamente parlando si andava ai Mondiali senza prospettive, anche la nazione, tutti vicini al Presidente Sandro Pertini che cercava di rimettere insieme i cocci, spaccature, crisi e tant’altro. Era l’anno 1982, si parlava di calcio in ogni luogo. La nazionale di calcio non era amata, non piaceva a nessuno. Ecco che si rivede Paolo Rossi criticato da tante persone. Era stato la rivelazione dei mondiali in Argentina, poi finito nel caos. Squalificato per il calcio scommesse, era stato acquistato dalla Juventus ed era tornato a calcare i campi di calcio poco prima di partire per la Spagna dove per la prima volta le squadre partecipanti furono portate da sedici a ventiquattro. Bearzot convoca Paolo Rossi per disputare i Mondiali si proprio lui che non giocava da due anni. Per quattro gare non ci mise una nota, non tocco palla, gare terminate in parità.  Contro l’Argentina di Diego Maradona ancora una gara sotto tono, anche se l’Italia s’impose per 2-1. Incredibilmente Paolo risorse tre gol al Brasile, due alla Polonia e uno alla Germania. Lui fece la storia in pochi giorni con tre gare. L’Italia calcistica guidata da Paolo Rossi trasforma tutta gli italiani. Lo sport riunì gli italiani come fece Gino Bartali che vincendo una tappa del Tour de France evito che scoppiasse la guerra civile dopo l’attentato a Togliatti. Va posto l’accento che Pablito Rossi riuscì, a rimettere insieme i cocci di un’Italia a pezzi calcisticamente e politicamente con sei gol e regalando una gioia immensa.   Chi non c’era non capirà mai Ciao Paolo