Spazio Jazz

Il giorno prima, l’attesa lieve, agitata. Cosa accadrà? Il durante e il dopo. L’attesa sul binario 3 numero perfetto. La poesia della consegna che invoca la musica di un giovane talentuoso che gioca da trequartista, fucsia, un colore vivace per un chitarrista. L’ho scoperto laggiù negli anni duemila da voci della rotaia. La musica è la materializzazione dell’intelligenza che è nel suono diceva Hoene Wronsky.

Comincia relativamente presto lo studio della chitarra e ha dedicato la sua vita alla musica. E’ un ottimo studente e nel giro di pochi anni partecipa a numerosi seminari con Steve Lukater, Stef Burns e tanti altri. E’ particolarmente noto per la sua grande abilità. Chitarrista, compositore ed arrangiatore. Mi ricorda Steve Vai. Un trio di musica jazz fusion sperimentale, con un concentrato di interplay, groove ed energia.

Una vera e propria macchina che genera un suono unico e concentrato nel caos

dell’interplay. Il talento può essere ovunque e la qualità e la bellezza sono parametri che contano. Siamo circondati dalla bellezza di un libro, di un disco, di un panorama struggente. La bellezza riposa in questa Entropia. Talvolta qualcuno come il talentuoso Christian Mascetta riesce a creare qualcosa che ci tocchi nel profondo, che svegli i nostri sogni e per alcuni momenti mentre ascoltiamo vediamo tutto brillare nella giusta luce. Tradotto in note il suo pensiero assume le sembianze di una musica rilassante e lunare non quello iper galattico tipo Urania, che gravita intorno al jazz, adagiata tra le note cariche di pathos della sua chitarra cangiante, con grande attenzione alla profondità e alla ricerca di suoni sempre diversi conquistando la luce con assoli spaziali della sua magica chitarra. Un bel biglietto di presentazione per il suo primo disco da solista che alimenta la curiosità di conoscenza di ulteriori sfumature del trio. Per chi vorrà potrà saziarlo con la prova di acquisto. Ascoltando un disco non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi

pensati che acquistano sulle note un suggello di conferma. L’incipit del primo pezzo di un talentuoso venuto da molto lontano ed appena sbarcato da un treno riavvolgendo il nastro della memoria colmo di aneddoti è carta da musica. Ho sempre pensato che la parte più affascinante dell’ascolto di un disco, di un cd, sia il senso di aspettativa di tutti gli ascoltatori e le ascoltatrici. Non è tanto quello che suoni, ma quello che fai intendere, un senso dell’aspettativa che è sottilmente angosciante, quindi piacevole, sorprendente nella sua funambolica visionarietà.

CESIDIO COLANTONIO