Pescara Informa: Intervista esclusiva a Massimo Tecca

Si fa presto a dire Tecca. Sembra facile dire Max. Eppure Massimo Tecca, giornalista e telecronista di maggior punta di Sky Sport, sportivo italiano non è per noi un enigma. E nemmeno un insieme di enigmi. Inizia la sua carriera giornalistica nel lontano 1978, in Argentina con i campionati mondiali.

Ha scritto anche per un giornale importante, Paese Sera. Nel 1991 entra a far parte della redazione di Tele +2 per la quale diventa telecronista.

Sono sue le telecronache dei primi anticipi televisivi nella storia del Campionato di Serie A e B. Poi Stream Tv e Sky Italia dove opera tutt’ora, ed è una delle voci principali ed essenziali.

Ha commentato con piglio deciso e professionalità, che è un qualcosa che uno ha dentro, è la voglia di raggiungere qualcosa, è l’impresa, cinque finali consecutive della Champions League, compresa Milan Juventus del 2003 dallo stadio di Manchester.

Inoltre nel 2006 in occasione dei Mondiali di Germania, ha interpretato le partite giocate dal Brasile e la semifinale tra Portogallo e Francia. Ha prestato altresì la sua voce anche ad alcuni videogiochi calcistici.

Uomo di sport, e allo stesso ha dato tutto e lo fa ancora avendo sempre come principi guida il lavoro duro e la correttezza, e grazie a questi principi ha ottenuto importanti risultati professionali.

E quindi lo stesso Tecca è il nome che attribuiamo ad uno che fa parte di un collettivo, di un team, nel quale sono certamente presenti delle gerarchie. Potremmo paragonarlo a qualche band nelle quali il cantante ha una personalità talmente forte come i Dire Straits per esempio, da far sembrare gli altri membri dei

comprimari, però se li ascoltate bene vi rendete conto che anche gli altri membri sono importanti, anche se i loro nomi lì per lì vi sfuggono. Pensare a lui come ad un complesso Tecca ci abituerà a capire che ogni opera del pensiero è sempre un’opera collettiva, anche se oggi dappertutto è il momento degli urloni.

La passione per il calcio è fatta di piccoli e grandi momenti che si sommano, gesti quotidiani per imprese più grandi. È la chiave che schiude le porte di ogni successo, piccolo o grande che sia, sportivo o personale che sia.

“L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione” diceva un tale Wilde. E durante le sue mitiche telecronache, sul suo viso si dipingevano le emozioni, quando arrivava e arriva tutt’ora il suono della luce del sole, la grande bellezza al primo lampo di paradiso restando lì sulla spiaggia della libertà.

Un campione della telecronaca che ha coltivato nel tempo ambizioni importanti, essendo dotato e disponendo di un potente senso di identità. Identità significa rispettare sé stessi, non tradire mai.

Il pallone intanto con la sua voce aulica, leggera, penetrante rotola a valle, prende coraggio e velocità. Corre in discesa e diventa slavina. E le cose da sentire quando favella sono tante e varie. E’ sempre un po’ come volare, ma volare rasoterra, e volare è una cosa sempre bellissima…

Ai microfoni di Pescara Informa… il giornalista di Sky Sport Massimo Tecca…

La felicità è sempre in differita. Capisci di essere stato felice, non di esserlo. Eri felice quando hai deciso di fare il giornalista?

Molto felice, e lo sono anche adesso come il primo giorno. Anche perché non ho mai pensato di poter fare altro…

La grandezza è qualcosa che sfugge anche agli stessi numeri che nella carriera di un giornalista contano qualcosa. Che ne pensi?

I numeri contano ma conta soprattutto la passione con cui ti avvicini a questo lavoro, e un po’ a tutti i lavori. Se non hai passione, e la voglia di fare qualche sacrificio, è meglio cambiare.

L’amore per il calcio che traspare nelle tue telecronache ci ha fatto capire che chi va al campo come te è animato da una straordinaria passione. E tu hai avuto il meglio per svilupparla. Cosa significa passione per te?

Passione significa metterti dalla parte di chi ti ascolta, avvicinarsi a un evento con umiltà, curare ogni dettaglio, compreso quello che può sembrare insignificante. Vuol dire anche non dare niente per scontato, rimettersi continuamente in discussione, lavorare con umiltà senza mai “diventare” l’evento ma facendo un passo indietro e mettersi dalla parte di chi ti segue cercando di capire esattamente cosa vuole, cosa si aspetta da te.

Sei un giornalista sportivo da tanti anni. Lavorare in Sky Sport nel calcio significa mettere in gioco se stessi completamente. Sei disposto a scommettere ancora su te stesso?

Sempre disposto a scommettere su me stesso e soprattutto a cercare di migliorare ogni giorno che passa. Non si finisce mai di imparare cose nuove.

Lo sport è una scuola di vita in cui si acquisiscono le regole per stare in mezzo agli altri. Raccontarlo come fai tu: quali valori fondamentali ti ha dato? Quali ti ha insegnato? Lo sport nella sua versione più pura ed essenziale cosa premia?

Pazienza, altruismo, serenità, gioco di squadra. Lo sport premia chi è più bravo senza barare, senza ricorrere a scorrettezze. Questo è il suo insegnamento più grande.

Lo spirito, la voglia di vincere e la voglia di eccellere sono le cose che durano. Queste qualità sono molto più importanti degli eventi che accadono?

La voglia di vincere non deve diventare eccesso, esagerazione, sopraffazione. Anche nella sconfitta può esserci grande dignità. Penso alla lezione di Luis Enrique, che subito dopo aver perso con l’Italia agli Europei ha avuto parole di stima e ammirazione per la nostra Nazionale. E lo ha fatto col sorriso sulle labbra. Un grande allenatore ma soprattutto un grande uomo.

Nel passato il giornalista aveva una funzione molto diversa. Doveva raccontare cose che nella maggior parte dei casi il pubblico non poteva vedere. Oggi invece la funzione più che di informare è di far capire. Che ne pensi?

Sono d’accordo, e questo comporta uno sforzo ulteriore: entrare dentro l’evento e cercare di spiegare ciò che non si vede, dare un

contributo in più di esperienza e competenza. Ma senza esagerare, altrimenti si diventa presuntuosi.

Ci sono tre grandi cose al mondo: gli oceani, le montagne e le persone motivate. Cosa è la motivazione per te?

E’ un qualcosa che ti spinge a dare sempre il massimo, a cercare nuove fonti di ispirazione e di miglioramento anche quando ti sembra di non averne più. Questa è la grande scuola del giornale quotidiano in cui ho lavorato a lungo: finito un articolo, si comincia a pensare a quello del giorno dopo.

CESIDIO COLANTONIO