QUELLI DEL PORTICO

Gli stoici amavano dire che la filosofia poteva essere paragonata ad un frutteto dove il portico di cinta era la logica, gli alberi alti e a forma circolare la fisica e i frutti talentuosi l’etica. Insomma la regola è elementare. I piaceri, le passioni naturali bisogna coltivarle e soddisfarle sempre. La qualità è un attributo necessario ma non è sufficiente. Ci vuole l’impresa, la fantasia, la voglia di raggiungere la montagna più impervia da scalare o comunque la più difficile da abbracciare con un unico o più sguardi. Oggi però l’umanità è più attirata dalla firma che non dalla qualità del prodotto. Come diceva Tacito: “fingunt et credunt”. A questo punto però non possiamo che accontentarci della media delle medie con pazienza che è la madre di tutte le scienze.Soffiava un vento molto caldo non meglio precisato. La giornata era afosa, il cielo blu come gli occhi di tanti ragazzini, nemmeno una nuvola all’orizzonte. Il materiale vivente constava di ventiquattro pezzi che rifulgevano in una iridescente varietà di colori e la meta era formata da due pali infissi a sette metri l’uno dall’altro, giacché bello era il premio e grande la speranzasul campo di Goodheart. Bellissimo come sempre era l’aspetto del campo tutto verdeggiante e brulicante di elegante pubblico che si appassionava al gioco eccitando col gesto e con la voce mentre il maestro Ciotola tutto assorto in una qualche idea sottolineava mentalmente i migliori rush dei ragazzini. Vagliava gli aspetti didattici inerenti lo stop e il controllo aereo, la conduzione della palla, il passaggio, le triangolazioni, il gioco di testa, la tecnica e lo spirito. Il calcio era per lui un mito, un credo, la maggiore passione sportiva e ne faceva una Musa ispiratrice. Carte segnate, diplomazia segreta.Un lungo mormorio salì dalla folla. Gli attacchi erano secchi e precisi. Più che di una tenue corsa avevano quell’andatura quasi vicino alla danza che è poi nella partita il vero tono plastico del giocatore di stile, il ritmo, il tempo mai fuori gioco. Il telefono squillò a tarda ora el’attesalo impensierì. Naturalmente al telefono anche la calma può essere un difetto con parole coniate all’improvviso ma funzionali al discorso laddove l’eloquio deve essere fluente, diretto e ininterrotto e l’ascolto soprattuttonecessario.Ma lo spirito sportivo moltiplica e combina portando alla più feconda espressione la disciplina, la lealtà e la conquista che costituiscono la grandezza morale dei singoli. Il calcio è business,lo sappiamo bene tutti, ma la forza per superarlo la si educa e la si mantiene viva appunto in quella sintesi di tecnica, di fisicità e di morale, di prontezza e di forza, di preparazione, di improvvisazione e passione che è anche lo sport.Cadeva l’ultima goccia di acqua dalla clessidra. Lui era in piedi, vedeva a stento per l’emozione ed il suo cuore batteva forte. Anche suo figlio un giorno volerà sull’erba. Gli ho chiesto: cosa debbo fare? E lui mi ha risposto: dai guardiamo avanti. Lì per lì non ho capito, poi ho anagrammato ed è venuto fuori: storia dello Scouting…

TIKRIT65