Quando il calcio è degli eroi…

La breve partita al Parken di Copenaghen è facilmente riassumibile. Al minuto quarantatre di Danimarca

Finlandia il calciatore Eriksen quasi goffamente si accascia con la faccia avanti prospiciente la linea laterale.

E’ una lineetta di gesso bianco in un mare verde. Un odore impercettibile come una cucchiaiata di fumo.

Il gelo dello stadio, le menti schiacciate sui pugni, un’esplosione di suoni striduli e strascicati.

La strada si appesantiva di minuto in minuto. I giocatori calmi, guardinghi, potenti pure nella compostezza

del loro stile lo cingevano a semicerchio quasi a proteggerlo, mentre le due curve opposte scandivano il suo

nome e cognome all’unisono.

Una vampata di felicità gli infiammava la gola. La solidarietà è la regola e la salvezza di ognuno. La

solidarietà contro tutti i perfect di questo mondo.

Il cuoio è una macchina del tempo per rivivere emozioni in bianco e nero che colorano le nostre

giornate, a vivere il tempo come un’onda.

Eppure abbiamo imparato da subito a usare gli occhi e le orecchie come componenti essenziali

dell’assimilazione del vivere.

Il calcio è felicità che si moltiplica quando viene condivisa. Il calcio è aggregazione, amicizia, passione,

fede, ambizione, entusiasmo, desiderio.

Ogni giorno della vita è unico, ma abbiamo bisogno che accada qualcosa che ci tocchi per ricordarcelo.

Non importa se otteniamo dei risultati o meno, se facciamo o no bella figura. In fin dei conti l’essenziale

per la maggior parte di noi è qualcosa che non si vede, ma si percepisce.

Il calcio è un gioco, un bellissimo gioco, ed Eriksen ci giuoca magnificamente…

TIKRIT65